I DUE STENDARDI – Lucien Rebatet

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45,60

IL PIÙ BEL ROMANZO SULL’AMORE,
LA GIOVINEZZA E LE PASSIONI
DEL NOVECENTO

Ritengo I due stendardi uno dei capolavori segreti della letteratura moderna, superiore a qualsiasi libro di Céline, eccetto forse il Voyage. L’articolarsi della triplice relazione fra Michel, Régis e Anne-Marie, una creazione quest’ultima paragonabile per pienezza di vita, fascino fisico e piscologico, alla Natascia di Tolstoi, la grande fuga erotica sulla quale si chiude il romanzo sono capolavori d’immaginazione. Contrariamente alla narrativa di Céline, il romanzo di Rebatet ha l’autorità impersonale, la pura bellezza formale dell’arte classica.
George Steiner

Scritto in un’unica e possente presa di fiato, coi ferri ai piedi del condannato a morte, redatto in una lingua di scintillante polifonia e nello stile à la diable del venerato Stendhal… I due stendardi è uno dei più grandi romanzi del secolo.
Massimo Raffaelli

Intelligente quanto La Montagna incantata, altrettanto sensuale, ma senza moralismo e senza oscenità, di tutto ciò che conosco di più sensuale, questo romanzo mi tocca anche per la sua dirittura e la sua purezza. Balzac aveva bisogno di un trono e di un aspersorio; Zola del trasformismo e della medicina; a Rebatet è necessario l’ateismo e l’anarchia. Quanto a Michel, il protagonista, è Rebatet dicono quelli che sanno tutto. Sbagliato. Michel siete voi, sono io. Michel è la nostra giovinezza.
Etiemble

Un libro scritto al vetriolo e con lo scalpello. Un romanzo divorante dove l’ardore rivoluzionario e la purezza classica non cessano di accavallarsi. Non dimenticheremo mai il volto radioso di questo racconto, la vertigine di questa giovinezza ardente, la dolce malinconia delle peregrinazioni lionesi. Si pensa contemporaneamente a Céline e a Stendhal. Si pensa infine all’autore dei Décombres.
Antoine Blondin

L’opera tumultuosa di un artista. Il termine non è più di moda, ma che importa! È un libro nutrito da un gusto vivissimo di belle immagini in bianco e nero del cinema, della musica, della psicologia. Gli spiriti delicati diffidano delle opere potenti. Dovranno confessare che moltissime pagine sulla musica, tante storie parallele, sono opera di un grande scrittore. Ancor più notevole, più nuovo, mi sembra essere il sottile gioco dell’erotismo e della purezza, forse il vero soggetto del libro. I due stendardi lo si porta sempre con sé, lo si finisce in due giorni.
Roger Nimier

“È un libro straordinario!” scrive Dominique Aury, la celebre autrice di l’Histoire d’O e consulente di punta dell’editore Gallimard. Nonostante queste parole ci vorranno settant’anni perché quel libro dal sapore stendhaliano, pubblicato in Francia nel 1951, veda la luce in Italia. All’origine di tutto c’è il il triangolo amoroso tra Michel, Régis e Anne-Marie dietro cui si cela però lo scontro tra due concezioni della vita, due morali, due estetiche. Da una parte campeggia il misticismo di una esistenza segnata dalla fede, dall’altro il piacere e il dolore di chi vive e muore senza altro credo che il proprio valore. Attraverso le vicende, i tormenti, le aspirazioni dei tre giovani Rebatet mette in scena un potente romanzo di idee. Se l’ossessione di Michel per Anne-Marie permette a Rebatet di scandagliare il sentimento amoroso e di analizzare le sue manifestazioni con una cura, una minuzia e un’attenzione alla psicologia dell’intimità di cui non erano stati capaci nemmeno Proust e Stendhal, il cuore del romanzo rimane la ricerca se la salvezza sta nell’al di qua o nell’aldilà. Alla pari di Alla ricerca del tempo perduto ne I due stendardi Rebatet intreccia vite e passioni adottando tecniche di scrittura musicale anche se la chiave del libro è il cinema. Sembra di immergersi nella pura tradizione delle pellicole d’atmosfera mélo degli anni Quaranta e Cinquanta. Il rapporto tra cinema e romanzo non sfugge a Truffaut che riprende diverse scene del libro per tradurle in immagini nei suoi film e amava suggellare ogni nuova amicizia donandone una copia. Dalla lettura del libro se ne esce trasformati e come disse François Mitterrand: “L’umanità si divide in due campi. Quelli che hanno letto I due stendardi e gli altri”.

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Collana: Il Battello Ebbro
Formato: 14 x 20 cm / Cofanetto / 2 tomi
I edizione italiana
Traduzione di Marco Settimini
Prefazione di Stenio Solinas
Pagine: 1440
Rilegatura: Brossura cucita Filo refe con bandelle
Data uscita: 01/07/2021
ISBN: 978-88-96986-06-6

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