LA SETTIMANA SANTA – Louis Aragon

26,00

Un romanzo dove la storia va di corsa,
travolgendo uomini e cose.

Il miglior Aragon.
I due maggiori avvenimenti letterari,
da vent’anni a questa parte, sono senza dubbio
il Dottor Zivago e La Settimana Santa.
Roger Stéphane, L’Observateur

Per tutto il libro si sente la musica
di un amore angosciato, ma pieno del suo
ardore giovanile, che si traduce in uno stile nervoso e che fa crepitare le frasi.
Kléber Haedens, Paris Presse

Pasqua 1815. Re Luigi XVIII è in fuga. L’usurpatore, l’imperatore, Napoleone insomma, ha lasciato l’isola d’Elba, è appena sbarcato in Francia, è in marcia verso Parigi. Molti generali, all’indomani della sua caduta, avevano prestato giuramento al potere legittimo dei Borboni, ma questo suo improvviso riapparire scombussola cuori e menti. Chi sono i traditori? Quelli che si raggruppano di nuovo intorno a chi donò loro la gloria o quelli che non vogliono abiurare il giuramento appena pronunciato? E gli ufficiali? E i soldati? E la corte, i salotti, gli intellettuali, le belle dame prima bonapartiste e dopo monarchiche? Con chi staranno? Con chi andranno? È la domanda che si pone anche il sottotenente Théodore Géricalut, un giovane che ancora ignora il suo destino di pittore, un giovane che ancora non sa che gli restano appena dieci anni di vita. Nell’attesa, cavalca con le truppe reali, in un paesaggio inzuppato di pioggia e reso scivoloso dal fango, ma non sa ancora fino a dove e fino a quando. Straordinario romanzo storico sui generis, in nome degli “imprescrittibili diritti della fantasia”, La Settimana Santa coniuga il “mentire-vero” caro ad Aragon, che costruisce un Géricault felicemente di fantasia e però reale, con le date, i luoghi, gli avvenimenti, le uniformi dell’epoca perfettamente documentati e resi con uno stile vivace e febbrile, in cui risuonano gli zoccoli dei cavalli, l’atmosfera febbrile dei borghi dove inseguitore e inseguito si tallonano, i pensieri, le azioni, le chiacchiere e i pettegolezzi dei grandi personaggi storici: Fouché, Ney, Chateaubriand, Filippo d’Orléans, Madame Royale… Salutato all’epoca come “il nuovo Aragon”, la sua “resurrezione”, questo romanzo racconta il passato con un occhio sul futuro. Che cosa significava nel 1815 giurare fedeltà?. Che significato potrebbe significare oggi’ A quali fedeltà un domani potremmo dire sì o no? “È un’opera dove l’avvenire conta più del passato”, ha scritto con ragione François Nourrisier.


Collana Il battello ebbro
Traduzione: Ettore Capriolo
Prefazione: Franco Cardini
Euro 26,00 / Pagine 400
Formato 14 x 20 cm
Brossura filo refe con bandelle
Uscita Giugno 2022
ISBN: 9788896986394

Esaurito