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  • Un delitto impossibile. Un detective inatteso. Non è la sfida tra l’assassino e l’investigatore, ma un duello d’intelligenza tra l’autore e il lettore.

    «Ci vorrebbe un poliziotto» suggerì qualcuno. «Un detective.» «Ne abbiamo uno» disse Foxá. Tutti seguirono la direzione del suo sguardo. «E’ ridicolo» protestai. «Siete diventati pazzi?» «Lei è stato Sherlock Holmes.» «Nessuno è stato Sherlock Holmes. Non è mai esistito. È un’invenzione letteraria. » «Che lei incarnò in modo straordinario.» «Sì, ma al cinema. Non aveva niente a che vedere con la realtà. Io sono soltanto un attore.» Mi guardavano con speranza, e la verità è che anch’io cominciavo a sentirmi come in scena, come se si fossero appena accese le luci e percepissi il sussurro della cinepresa che gira. Decisi comunque di restare in silenzio, le dita intrecciate sotto il mento. Non mi divertivo tanto dai tempi de Il mastino dei Baskerville.

    Giugno 1960. In un piccolo, elegante hôtel dell’isola di Utakos, davanti a Corfù, il maltempo ha trasformato i suoi nove ospiti in prigionieri, ma nulla lascia prevedere ciò che sta per avvenire: uno di loro, una riservata turista inglese di mezza età, Edith Mander, viene infatti trovata morta nel capanno che dà sulla spiaggia. All’apparenza sembra un suicidio, però per Hopalong Basil, un anziano attore ormai al tramonto che negli anni Trenta e Quaranta fu sullo schermo il più celebre investigatore di tutti i tempi, qualcosa non quadra. Nessuno se non lui, abituato ad applicare al cinema la logica deduttiva di Sherlock Holmes, può svelare quale verità si nasconde dietro al più classico dei rompicapi: la porta chiusa dall’interno della stanza dove è stato ritrovato il cadavere… In un’isola da dove non si può partire e dove non si può arrivare, giorno dopo giorno tutti vanno convertendosi in possibili sospetti, in un susseguirsi di colpi di scena in cui il poliziesco si mescola con la vita vera, il delitto può assumere l’aspetto di un’opera d’arte e la vera sfida, alla fine, non è fra l’investigatore e l’assassino, ma fra il lettore e l’autore di questo romanzo tanto stupefacente quanto seducente.

    Arturo Pérez-Reverte è nato a Cartagena, Spagna, nel 1951. Ex reporter di guerra, è oggi uno degli scrittori spagnoli più letti e tradotti al mondo, con oltre 27 milioni di copie vendute in 40 lingue. Tra i suoi libri ricordiamo: Il club Dumas, La tavola fiamminga, Il maestro di scherma, la saga del Capitano Alatriste, Il tango della Vecchia Guardia, la serie di Lorenzo Falcó e L'italiano. Oggi Pérez-Reverte divide la sua vita tra letteratura, mare e navigazione; è membro della Real Academia Española e dell'Associazione degli Scrittori di Marina di Francia. Dai suoi romanzi sono stati tratti film e serie di grande successo; presto arriverà anche la miniserie Netflix da Il problema finale (fine 2025 - inizio 2026).

    «Un'opera impeccabile, scritta con il bisturi». ABC «Un magnifico romanzo-enigma, perfetto in ogni dettaglio.»El Español «Un omaggio elegante e letterario alla narrativa poliziesca. […] Un personalissimo giro di vite sul personaggio inventato da Conan Doyle e sul suo modo di indagare.»El País «Un libro magnifico, compiuto, perfetto, che risponde pienamente a tutte le esigenze del genere».– El Cultural «Una riflessione sul tempo che passa, sul segno delle ferite e sulla malinconia di un’epoca in cui l’educazione, l’eleganza e l’intelligenza contavano ancora e avevano un peso evidente nella società». La Razón «Al lettore si apre la responsabilità che gli spetta: leggere il libro come se lo stesse scrivendo, forse con la stessa intensità del suo autore, incuriosito dall’abilità del romanziere. È un romanzo, naturalmente, ma è anche un’indagine sulla stessa scrittura così come la intende Pérez-Reverte».El Periódico «Uno scrittore che si diverte nel fare il proprio lavoro. Pérez-Reverte sfida il lettore in ogni pagina. […] Un duello di intelligenze». RTVE «Pérez-Reverte possiede l’arte rara di trattenere il lettore a ogni svolta di pagina.»The New York Times Book Review «Pérez-Reverte costruisce i suoi romanzi come un vecchio barman spagnolo, raffinato ed elegante, che ogni tanto si concede di ubriacarsi in compagnia di Corto Maltese».Minute

    Collana Il rosso e il nero Traduzione di Bruno Arpaia Titolo originale El problema final Euro 23,00 / Pagine 330 Formato 16 x 23 cm Coertina rigida Edizione numerata  ISBN 979128151428 Novità 5 novembre 2025

    QUESTA EDIZIONE SPECIALE DI IL PROBLEMA FINALE É STATA IMPRESSA PER GLI AMICI DELLA SETTECOLORI IN MILLE ESEMPLARI CONTRASSEGNATI DA NUMERI ARABI.

  • Richard Sorge, una delle spie più straordinarie di tutti i tempi, ingannò Hitler e cambiò il destino della Seconda Guerra Mondiale. Un racconto mozzafiato, frutto di una ricerca impeccabile, che catturerà ogni appassionato di spionaggio.

    La più grande spia di tutti i tempi. Tom Clancy

     

    Una biografia superba. Sono stati scritti oltre cento libri su di lui, ma questo è senza dubbio il migliore: dettagliato, ironico, partecipe e a tratti sorprendentemente commovente. Ben Macintyre, The Times

     

    La spia che la fece finita con le spie! John Le Carré

    Nato a Baku, oggi la capitale dell’Azerbaijan, tedesco da parte di padre, russo da parte di madre, volontario nell’esercito del Kaiser nella Prima guerra mondiale, più volte ferito e decorato al valore militare, agitatore comunista nell’Europa degli anni Venti e membro del Comintern, infine agente dei servizi militari sovietici in Cina e poi in Giappone negli anni Trenta, Richard Sorge è considerato la più grande spia del XX secolo. Fu lui ad avvertire Stalin dell’attacco di Hitler all’Urss e del Giappone agli Stati Uniti, nonché della decisione di Tokyo di non invadere la Siberia nel 1941, permettendo così ai sovietici di spostare le truppe dall’oriente e di salvare Mosca. Non ebbe mai bisogno di scassinare casseforti, perché i documenti più segreti gli venivano mostrati dai loro custodi per ottenere la sua opinione. Il giorno in cui lo arrestarono, i poliziotti giapponesi misero i sigilli a una casa che conteneva più di mille libri sul Sol levante, usi, tradizioni e costumi, economia e politica, pensiero militare.

    Mai, fino a oggi, la storia di Sorge era stata raccontata dal lato russo, come fa in questo libro Owen Matthews, che ha potuto avvalersi per primo degli archivi sovietici, nonché delle testimonianze di chi, su quello stesso fronte, lo conobbe e lavorò con lui. Il risultato è il sag-gio più completo e definitivo in materia, un racconto avvincente che getta una nuova luce su aspetti finora sconosciuti di un’epoca tanto tragica quanto affascinante.

    Richard Sorge morì impiccato il 7 novembre del 1944. Il procuratore Yoshikawa, che istruì la sua condanna, disse di lui: «È l’uomo più grande che abbia mai incontrato». Ian Fleming lo definì «la spia più formidabile della storia». Con questo libro Owen Matthews ce ne restituisce la drammatica grandezza.

    Owen Matthews (Londra, 1971) ha studiato Storia moderna all’Università di Oxford prima di iniziare la carriera di corrispondente di guerra in Bosnia, dove ha seguito l’assedio di Sarajevo. Nel 1995 è diventato cronista per «The Moscow Times» e, dopo due anni, si è unito alla redazione di «Newsweek». Ha raccontato sul campo i conflitti in Libano, Afghanistan, Cecenia, Iraq, Siria e Ucraina orientale, ricoprendo l’incarico di caporedazione di «Newsweek» a Mosca, Istanbul e Baghdad. La sua biografia familiare “Stalin’s Children” è stata finalista al Guardian First Book Award, all’Orwell Prize e al Prix Médicis, ed è stata tradotta in trentadue lingue. Attualmente è direttore associato del settimanale «The Spectator» e collabora come editorialista al «Daily Telegraph».

    Collana Isole nella corrente Traduzione Claudio Gallo Titolo originale An Impeccable Spy: Richard Sorge, Stalin’s Master Agent Euro 28,00 / Pagine 580 Formato 14 x 20 cm Brossura filo refe con bandelle Edizione numerata ISBN 9791281519367 Novità novembre 2025

    QUESTA EDIZIONE SPECIALE DI LA SPIA PERFETTA É STATA IMPRESSA PER GLI AMICI DELLA SETTECOLORI IN TRECENTO ESEMPLARI CONTRASSEGNATI DA NUMERI ROMANI.

  • Per i nostri appassionati lettori torna l’abbonamento Settecolori! Un piano unico per conoscere i grandi autori Settecolori con testi mai pubblicati in Italia o da tempo fuori catalogo,  per una letteratura internazionale che idealmente rientri nei canoni del viaggio, dell’anticonformismo, del superamento di ogni schematismo ideologico. L’abbonamento sostenitore include 25 titoli a scelta tra le pubblicazioni più recenti e le prossime uscite, edizione speciali numerate romane (da I a CCC) fino ad esaurimento, con la comodità del corriere espresso e un libro omaggio dal catalogo per chi è già stato abbonato in passato.  
  • Larisa Rejsner, la donna che voleva cambiare il mondo, è molto di più di un’eroina da romanzo. Incarna il dramma di ogni rivoluzione, dove gli intellettuali perdono sempre.

     

    Kopetzky è uno degli scrittori tedeschi più importanti del nostro tempo. Berliner Zeitung Steffen Kopetzky riesce come nessun altro a ripescare dalle acque torbide della storia figure ingiustamente dimenticate e tessere intorno a loro un romanzo avvincente. Volker Kutscher

    Anni venti del Novecento. A Kabul, dove il marito è ambasciatore dell’Urss, Larisa Rejsner si imbatte nei piani segreti con cui l’ufficiale tedesco Oskar von Niedermayer aveva cercato, pochi anni prima, partendo proprio dall’Afghanistan, di rovesciare l’Impero britannico nel Grande gioco fra Oriente e Occidente. Adesso, nella Germania sconfitta, è tutto un ribollire di fermenti sovversivi e Larisa accarezza l’idea di fare di Niedermayer l’anello di congiunzione con il generale Tuchačevskij, il «Napoleone rosso» della rivoluzione bolscevica, e cementare così un patto d’acciaio fra Mosca e Berlino. Giovane, bella, passionale e coraggiosa, Larisa metterà tutta sé stessa in questa impresa, compreso il suo cuore… Intorno a quella che fu una figura reale della storia sovietica, rivoluzionaria e  scrittrice di talento, amica di Lenin e di Trockij, trasfigurata da Pasternak nella Lara del Dottor Zivago, ammirata da Mandel’štam e da Blok, Steffen Kopetzky costruisce un romanzo straordinario dove intrighi e seduzione raccontano il tentativo di cambiare il mondo nel nome dei «domani che cantano».

    Steffen Kopetzky

    Steffen Kopetzky, nato nel 1971, è autore di romanzi, racconti, radiodrammi e testi teatrali. I suoi romanzi Risiko (2015, selezione Deutscher Buchpreis) e Monschau (2021) sono rimasti per mesi nella classifica dei bestseller dello «Spiegel». Propaganda (2019) e Damenopfer (2023) sono stati candidati al Bayerischer Buchpreis. Dal 2000 al 2008 Kopetzky è stato direttore artistico della Biennale Teatro di Bonn. Vive con la sua famiglia a Pfaffenhofen an der Ilm, dove è nato.

    Collana Di là dal fiume e tra gli alberi Traduzione Monica Pesetti Titolo originale Damenopfer Euro 26,00 / Pagine 450 Formato 14 x 20 cm Brossura filo refe con bandelle Edizione numerata ISBN 9791281519381 Novità Dicembre 2025

    QUESTA EDIZIONE SPECIALE DI SACRIFICIO DI REGINA É STATA IMPRESSA PER GLI AMICI DELLA SETTECOLORI IN TRECENTO ESEMPLARI CONTRASSEGNATI DA NUMERI ROMANI.

  • Pla trasforma l’ordinario in straordinario con una prosa limpida e ironica. Il quaderno grigio è un diario che diventa arte, un ritratto imprescindibile della Catalogna e dell’Europa del primo Novecento.

     

    Il diario più influente del XX secolo: l’Iliade dell’uomo comune. Javier Cercas

     

    Pla trasforma il quaderno di un ventenne in un monumento letterario. Mario Vargas Llosa

     

    Pla lo scrittore che trovò l’assoluto nel caffè del bar. Enrique Vila-Matas

     

    Un giovane studente di diritto, il cui sogno segreto è di diventare scrittore, arriva a Barcellona, la Barcellona avanguardista di Gaudí e dei caffè letterari, dal paesino catalano di Palafrugell dove sino ad allora è vissuto, fra gli amici d’infanzia e la casa dei suoi genitori. Provinciale e a disagio in quello che per lui è «il nuovo mondo», il ragazzo porta con sé un diario, dove giorno dopo giorno annota la sua vita. È il 1918, in Spagna è appena scoppiata l’epidemia di febbre che da nazionale diverrà poi mondiale… Nel tempo il ragazzo si farà osservatore della «commedia umana» che lo circonda: i discorsi, i commenti politici, i giudizi critici sull’arte e sui libri, le chiacchere, gli amori, le delusioni, gli incontri, i lutti. Ma in quelle pagine, senza volerlo, senza saperlo, egli finisce anche per incarnare lo stile e la sensibilità di una nazione e di un’epoca. Considerato il capolavoro della letteratura catalana, Il quaderno grigio, pubblicato per la prima volta in patria nel 1966, ma che ha alle sue spalle mezzo secolo di riscritture, è un classico senza tempo in cui la chiarezza e la semplicità fanno da laboratorio segreto alla nascita di uno stile ironico e disincantato, sensuale e raffinato, un manifesto di quel “realismo oggettivo” che Pla ha perfezionato nel corso della sua carriera. Un libro senza tempo e unico, che unisce la precisione del cronista alla sensibilità del poeta, e che continua a influenzare generazioni di lettori e scrittori. 

    Josep Pla (Palafrugell, 1897 – Llofriu, 1981) è unanimemente considerato il miglior prosatore in lingua catalana del XX secolo. Giornalista, scrittore e viaggiatore instancabile, è stato anche una figura di spicco nel dibattito politico culturale del suo Paese, sempre mantenendo una propria autonomia di giudizio. Autore di un’opera completa di quarantacinque volumi e più di trentamila pagine iniziata nel 1966 con El quadern gris, considerato il suo capolavoro, già tradotto nelle principali lingue europee e ora disponibile per il lettore italiano.

    Collana Di là dal fiume e tra gli alberi Traduzione Stefania Ciminelli Titolo originale El quadern gris Euro 30,00 / Pagine 800 Formato 14 x 20 cm Brossura filo refe con bandelle Edizione numerata ISBN 9791281519374 Novità Novembre 2025

    QUESTA EDIZIONE SPECIALE DE IL QUADERNO GRIGIO É STATA IMPRESSA PER GLI AMICI DELLA SETTECOLORI IN TRECENTO ESEMPLARI CONTRASSEGNATI DA NUMERI ROMANI.

  • Richard Sorge, una delle spie più straordinarie di tutti i tempi, ingannò Hitler e cambiò il destino della Seconda Guerra Mondiale. Un racconto mozzafiato, frutto di una ricerca impeccabile, che catturerà ogni appassionato di spionaggio.

    La più grande spia di tutti i tempi. Tom Clancy

     

    Una biografia superba. Sono stati scritti oltre cento libri su di lui, ma questo è senza dubbio il migliore: dettagliato, ironico, partecipe e a tratti sorprendentemente commovente. Ben Macintyre, The Times

     

    La spia che la fece finita con le spie! John Le Carré

    Tedesco da parte di padre, russo e nato a Baku da parte di madre, volontario nelle file della Wermacht nella Prima guerra mondiale, più volte ferito e decorato al valore militare, agitatore comunista nell’Europa degli anni Venti e membro del Comintern sovietico, infine agente doppiogiochista in Cina e poi in Giappone negli anni Trenta, Richard Sorge è considerato la più grande spia del XX secolo. Fu lui che trasmise a Stalin la data dell’attacco di Hitler all’Urss e del Giappone agli Stati Uniti, nonché la non volontà giapponese a invadere la Siberia nel 1941. Non ebbe mai bisogno di scassinare casseforti, perché i documenti gli venivano mostrati dai loro proprietari, non usava armi per penetrare là dove gli interessava, perché le porte gli venivano aperte dai custodi del segreto… Il giorno in cui lo arrestarono, i poliziotti giapponesi misero i sigilli a una casa che conteneva più di mille libri sul sol Levante, usi, tradizioni e co-stumi, economia e politica, pensiero militare… Mai fino a oggi la storia di Sorge era stata raccontata dal lato russo, come fa in questo libro Owen Matthews, che ha potuto avvalersi degli archivi sovietici nonché delle testimonianze di chi, su quello stesso fronte, lo conobbe e lavorò con lui.  Il risultato è, sotto questo profilo, il saggio più completo e definitivo in materia e che getta altresì una nuova luce su aspetti rimasti finora sconosciuti di un’epoca tanto tragica quanto affascinante. Richard Sorge morirà impiccato il 7 novembre del 1944. Il procuratore Yoshikawa, che istruì la sua condanna, disse: «In tutta la mia vita non ho mai incontrato un uomo di tale levatura». Ian Fleming lo definì «la spia più formidabile della storia», e con questo suo libro Owen Matthews ce ne restituisce la grandezza.

    Owen Matthews (1971) ha studiato Storia Moderna all’Università di Oxford prima di iniziare la sua carriera di giornalista in Bosnia. Ha scritto per il «Moscow Times», «The Times», «The Spectator» e «The Independent». Nel 1997 è diventato corrispondente da Mosca per il settimanale «Newsweek», occupandosi della seconda guerra cecena, dell’Afghanistan, dell’Iraq e del conflitto nell’Ucraina orientale. Il suo primo libro sulla storia russa, Stalin’s Children (2008), è stato tradotto in 28 lingue e selezionato per il Guardian First Book Award e per il Prix Médicis in Francia.

    Collana Isole nella corrente Traduzione Claudio Gallo Titolo originale An Impeccable Spy: Richard Sorge, Stalin’s Master Agent Euro 28,00 / Pagine 450 Formato 14 x 20 cm Brossura filo refe con bandelle Edizione numerata ISBN 9791281519367 Novità Ottobre 2025

    QUESTA EDIZIONE SPECIALE DI LA SPIA PERFETTA É STATA IMPRESSA PER GLI AMICI DELLA SETTECOLORI IN TRECENTO ESEMPLARI CONTRASSEGNATI DA NUMERI ROMANI.

  • Un uomo, un cavallo, un legame esclusivo e silenzioso. Morand scolpisce una passione che sfida le parole, tra ossessione e solitudine. Milady è un gioiello di stile, intensità e mistero.

     

    L’architettura e l’equitazione sono sorelle: stessa lotta contro le restrizioni materiali, stessa ricerca dell’equili-brio, stessa apoteosi del «sul posto». Paul Morand

     

    «Il comandante», così tutti lo conoscono a Saumur, che con la sua Scuola di cavalleria è per la Francia ciò che San Pietro è per la cristianità, è reduce da un matrimonio infelice, conclusosi con un divorzio che economicamente lo sta dissanguando e di cui ha anche colpa la sua passione per l’equitazione. Di venti anni più giovane, sua moglie Eliane in sella non sapeva stare e non voleva nemmeno imparare. E inoltre lo tradiva... «Le donne più mi hanno fatto soffrire, più mi hanno fatto disperare - ha confidato Gardefort a un amico - e più mi sono dedicato ai cavalli». Finalmente un giorno ha incontrato Milady e con lei ha avuto l’illusione di essere ancora vivo… Con i suoi 13 corti capitoli, questo delizioso e insieme amaro racconto di Paul Morand mette in scena la relazione straordinaria fra un vecchio ufficiale e la sua giovane giumenta: c’è il cerimoniale degli incontri quotidiani, la tenerezza dei loro corpo a corpo, lo scambio di sguardi, di attenzioni e di carezze, l’armonia raggiunta nella sottomissione dell’animale al suo «signore». È un rapporto che ha tutti gli elementi di una storia romantica e insieme di una storia d’amore, stravagante e alla fine tragica.

    Paul Morand (1888-1976). Scrittore, diplomatico, grande viaggiatore, fu autore di racconti, romanzi, reportage che fecero di lui, fra le due guerre, uno degli scrittori francesi più celebri al mondo. Nel 1968 fu eletto membro dell’Académie française. Fra le sue opere tradotte in Italia ricordiamo Il sole offuscato, Buddha vivente e Aperto la notte, Chiuso la notte. Di Morand Settecolori ha pubblicato L’ultimo pasto di Cazotte e Londra.

    Collana Di là dal fiume e tra gli alberi Traduzione Daniele Tinti Prefazione Giuseppe Scaraffia Euro 16,00 / Pagine 100 Formato 14 x 20 cm Brossura filo refe con bandelle Edizione numerata ISBN 9791281519404 Novità Settembre 2025

    QUESTA EDIZIONE SPECIALE DI MILADY  É STATA IMPRESSA PER GLI AMICI DELLA SETTECOLORI IN TRECENTO ESEMPLARI CONTRASSEGNATI DA NUMERI ROMANI.

  • L’uomo che sedusse l’Europa intera, raccontato da uno dei grandi autori del Novecento.

     

    Un saggio di rara finezza psicologica, che penetra l’essenza di un’epoca attraverso la figura di un suo emblematico protagonista. Thomas Mann

    Zweig illumina con la sua prosa elegante e acuta le ambiguità e le contraddizioni di un uomo che fu al contempo genio e avventuriero. Hermann Hesse

    Un ritratto vivido e penetrante, che va oltre la mera cronaca per svelare le motivazioni profonde di un'esistenza singolare. Emil Ludwig

      Quando, alla fine degli anni Venti del Novecento, Stefan Zweig scrisse una biografia di Casanova in quanto «poeta della sua vita», la figura di quest’ultimo, così come le sue Memorie, censurate, storpiate e mal tradotte, era ancora avvolta nei fumi della leggenda e dello scandalo: libertino, truffatore, corruttore, blasfemo… Con intelligenza e empatia, servendosi di uno stile coinvolgente e ricco di sottigliezze, Zweig ne mise in luce l’unicità e la straordinarietà all’interno di un secolo, il Settecento, dove di avventurieri e di seduttori ce n’erano a dozzine, eppure di Casanova e come Casanova c’era solo e soltanto lui, inimitabile. Ritratto di un uomo amante della vita, libertario e aristocratico, anarchico e però uomo d’ordine, moralista nel suo non essere schiavo delle passioni, Casanova di Zweig esce ora con una nuova e smagliante traduzione a festeggiare il 300° anniversario della nascita del più celebre veneziano di tutti i tempi.

    Stefan Zweig (Vienna, 1881- Petrópolis, Rio de Janeiro, 1942). Viennese di origine ebraica, vive dal 1919 a Salisburgo, dal 1934, dopo che le sue opere furono bruciate nei roghi nazisti, lasciò l’Austria per trasferirsi a Londra, poi a New York e infine a Petrópolis in Brasile dove, insieme alla seconda moglie, deciderà di mettere fine alla propria vita. È autore di numerose novelle, fra le quali alcune celeberrime, come Bruciante segreto (1911) Lettera di una sconosciuta (1922) e Novella degli scacchi (1942), del romanzo L’impazienza del cuore (1938) e di saggi biografici e biografie storiche. Collana Isole nella corrente Traduzione Matteo Galli Postfazione di Matteo Galli e Arturo Larcati Euro 16,00 / Pagine 110 Formato 14 x 20 cm Brossura filo refe con bandelle Edizione numerata da 1 a 1000 ISBN 9791281519411 Novità Settembre 2025

    QUESTA EDIZIONE SPECIALE DI CASANOVA É STATA IMPRESSA PER GLI AMICI DELLA SETTECOLORI IN TRECENTO ESEMPLARI CONTRASSEGNATI DA NUMERI ROMANI.

  • Vagamondo sta a indicare il piacere del viaggiare e il gusto del raccontare, gli intrecci fra storia e memoria

     

    Stenio Solinas è il contrario di uno scrittore estetizzante: nelle sue pagine la bellezza è anche sempre una declinazione della verità. Massimo Onofri, L'Avvenire

     

    Supervagamondo è un libro di viaggi che assomiglia a un breviario laico (per non smarrire sé stessi), a un manuale per ripensare i miti che ancora abitano nelle cose. E che il tempo non riesce a celare. Armando Torno, Il Sole24ore

     

    Supervagamondo è un diario di bordo e insieme la mappatura di una particolare geografia politica, intellettuale e sentimentale, fatta di incontri, nomi, luoghi, paesaggi con figure e paesaggi con rovine. C’è la Russia della Rivoluzione d’Ottobre, con i suoi lutti e tragedie, eroi, vittime e canaglie, e quella attuale, con il Lamento per l’Ucraina come sottofondo, ennesimo capitolo di una storia che non sembra trovare la sua conclusione. C’è l’ultima colonia del XX secolo, Gibilterra, e l’ancora e sempre medioevo meccanizzato dell’Afghanistan; ci sono la sterminata spiaggia indiana di Alang, dove la modernità divora e risputa sé stessa, e i tristi tropici cubani di un post-castrismo che ormai celebra solo la propria sopravvivenza. E ancora, in una dimensione più intima e privata, frutto del rapporto fra il paesaggio e chi in qualche modo ha finito per incarnarvisi, il Kenia di Karen e Bror Blixen; la pampa dell’argentino Güiraldes, l’Irlanda dolce e disperata di James Joyce e Bobby Sands, la Fiume dannunziana, la casa-museo che John Soane eresse a propria immagine e somiglianza… Corollario a questo sentimento dei luoghi e del tempo, ci sono i ritratti di scrittori-viaggiatori come de Monfreid e Burton, romanzieri come Hemingway e Gary, avventurieri come il colonnello Lawrence, intellettuali inquieti come Koestler. Del loro percorso l’autore isola i momenti particolari che segnarono un cambiamento nel modo di essere: la fine di un’amicizia, la nascita di un amore, la scoperta o l’abiura di una fede politica… Infine, Supervagamondo è il resoconto, nel XXI secolo, di ciò che ancora ieri, «quando viaggiare era un piacere», teneva banco: una certa idea di bellezza, una certa idea di stile, lo snobismo e il dandismo con tutto il loro corredo romantico, ma anche triviale. L’omaggio malinconico e commosso a un «come eravamo» che non tornerà più.

    Stenio Solinas, nato a Roma,  giornalista, vive e lavora a Milano.  Tra i suoi libri, ricordiamo Macondo e P38 (1980),  C’eravamo tanto a(r)mati (1984), Mostri degli anni Ottanta (1986), Per farla finita con la destra (1997), L’onda del Tempo (2001), Gli ultimi mohicani (2013), Il corsaro nero. Henry de Monfreid, l’ultimo avventuriero (2015), Genio ribelle. Arte e vita di Wyndham Lewis (2018), L’infinito Sessantotto (2018), Saint Just. La vertigine della Rivoluzione (2020), Atlante ideologico-sentimentale (2020), Acquatica (2022), Compagni di solitudine (2022).

    Collana Isole nella corrente Euro 30,00 / Pagine 770 Brossura cucita filo refe con bandelle Edizione numerata ISBN 9791281519398 Uscita luglio 2025

    QUESTA EDIZIONE SPECIALE DI SUPERVAGAMONDO É STATA IMPRESSA PER GLI AMICI DELLA SETTECOLORI IN TRECENTO ESEMPLARI CONTRASSEGNATI DA NUMERI ROMANI.

  • Una testimonianza acuta e fedele di un’epoca, un capolavoro frutto dell’incontro di due persone straordinarie: Juan Belmonte, fondatore della corrida moderna, e Chaves Nogales, uno dei più importanti giornalisti spagnoli della prima metà del XX secolo.

     

    Una biografia che si legge come un romanzo. Javier Marías

     

    Grazie al potere della scrittura, Nogales ha fatto di Juan Belmonte non un torero, ma un personaggio letterario, riscattandolo dal suo tempo e proiettandolo in un eterno presente. Alberto González Troyano

     

    Juan Belmonte matador di tori di Manuel Chaves Nogales, che per questa nuova edizione si avvale della traduzione e della cura di un aficionado di eccezione come Matteo Nucci, è in assoluto la più bella biografia su di lui mai pubblicata. Giornalista di punta, colto e brillante, Nogales era perfettamente consapevole di quanto quel mondo rappresentasse una certa Spagna e del resto per pittori, scultori, poeti e romanzieri spagnoli la corrida è stata sempre una grande passione. Da Goya a Zuluaga a Picasso, da de Alarcón a Bergamín a Machado, a García Lorca, da Savater a Barceló a Pérez-Reverte l’elenco è imponente e arriva sino ai nostri giorni. Juan Belmonte non era solo un torero, ma un tipo umano, un emblema, era il bambino senza nemmeno la licenza elementare che per descrivere l’andare e venire del toro intorno alla muleta citava «l’aria soave dei lenti giri» di cui parlava il poeta Rubén Dario. Sapeva da dove veniva, conosceva i bisogni della povera gente, incarnava l’idea e la possibilità di una Spagna diversa, più umana e più giusta. Raccontato in prima persona, come se fosse lo stesso Belmonte a prendere la parola, Juan Belmonte matador di tori ha l’andatura di un romanzo picaresco, sincero, umano, allegramente malinconico, gonfio di vita, scritto con uno stile trascinante.

    Manuel Chaves Nogales (1897-1944) fu una figura di spicco nella Spagna intellettuale del primo Novecento. Giornalista scrittore, liberale per indole e convinzioni politiche, direttore di «Ahora», il quotidiano repubblicano vicino al presidente Manuel Azaña, lo scoppio della guerra civile lo costrinse all’esilio in quanto “perfettamente fucilabile”, come scriverà, dalle due parti in lotta quella comunista e quella fascista... Da Parigi, dove si era rifugiato, nel 1940, dopo l’invasione tedesca della Francia, riuscì a partire per Londra, dove morì nel 1944. Fra i suoi libri, Lo que ha quedado del imperio de los zares (1931), El maestro Juan Martínez que estaba allí (1934), A sangre y fuego. Héroes, bestias y mártires de España (1937). Di lui in italiano è uscito Agonia della Francia (2014).

    Collana Isole nella corrente Traduzione e cura di Matteo Nucci Inserto fotografico Euro 24,00 / Pagine 370 Brossura cucita filo refe con bandelle Edizione numerata ISBN 9791281519350 Uscita luglio 2025

    QUESTA EDIZIONE SPECIALE DI JUAN BELMONTE MATADOR DI TORI É STATA IMPRESSA PER GLI AMICI DELLA SETTECOLORI IN TRECENTO ESEMPLARI CONTRASSEGNATI DA NUMERI ROMANI.

  • Il cavaliere senza testa

    Come in un avvincente romanzo d’avventura, la vera storia di un gentiluomo del XVI secolo che perse la testa due volte e divenne un eroe di Dumas.

     

    Crespi e folti capelli rossi piuttosto che biondi; sotto i capelli, gli occhi grigi brillavano alla minima contrarietà di un fuoco ardente che li faceva sembrare neri. Alexandre Dumas, La regina Margot

     

    Era un gentiluomo, un uomo valoroso e un coraggioso capitano, ma malvagio, uno dei più malvagi che ci sono stati nel mio regno. Carlo IX, re di Francia

     

    Negli ultimi decenni del 1500, in una Francia insanguinata dalle guerre di religione e lacerata dagli intrighi dei duchi de Guise, del re di Spagna e dell’imperatore d’Austria, si consuma la vita del conte piemontese Annibale Radicati di Cocconato. Vita breve e maledetta, tra amori, tradimenti, duelli e spionaggio, che ebbe fine quando fu decapitato a Parigi, il 30 aprile del 1574, con l’accusa di avere complottato contro il re. Accadeva sotto il regno di Carlo IX di Valois-Angoulême, anche se il potere era nelle mani di sua madre, Caterina de’ Medici. Alexandre Dumas ne fece uno dei protagonisti de La Regina Margot. Lo scrittore giocava però con la Storia, la piegava alla fantasia. La Storia con la «esse» maiuscola, invece, da tempo aveva occultato il conte di Cocconato: Voltaire lo ricordò soltanto come quello al quale tagliarono il collo. Altri studiosi lo archiviarono tra i sicari cattolici che, il 24 agosto del 1572, durante la Notte di San Bartolomeo, trucidarono migliaia di protestanti. Ma Radicati fu davvero quel mostro descritto dagli storici? Il libro di Massimo Novelli, più romanzesco d’un romanzo d’avventure, ricostruisce la sua vera esistenza, con carte e testimonianze inedite. Ne emerge il ritratto di un avventuriero filosofo, di un soldato coraggioso e di un agente segreto forse fedele solo al Duca di Savoia, che fu condannato a morte come capro espiatorio per coprire le colpe dei «Grandi»: un gentiluomo moderno, insomma, scettico e ironico, che non credeva né a Dio né al diavolo.

    Massimo Novelli (Torino, 1955), scrittore e giornalista, ha lavorato a «L’Ora», «Il mondo», «la Repubblica». Scrive per «Il Fatto Quotidiano». Tra i suoi libri: La cambiale dei Mille (2011), Vita breve e rivoluzioni perdute di Napoleone-Luigi Bonaparte (2019), Il caso Lea Schiavi (2022), La comunista che amava il tango. Cristina Casati Stampa di Soncino (2024).

    Collana Isole nella corrente Euro 18,00 / Pagine 200 Brossura cucita filo refe con bandelle Edizione numerata ISBN 9791281519343 Uscita aprile 2025

    QUESTA EDIZIONE SPECIALE DI ANNIBALE DI COCCONATO É STATA IMPRESSA PER GLI AMICI DELLA SETTECOLORI IN TRECENTO ESEMPLARI CONTRASSEGNATI DA NUMERI ROMANI.

  • Per capire la Russia di Vladimir Putin bisogna leggere La tomba di Lenin di David Remnick.

     

    In La tomba di Lenin David Remnick è riuscito nell’impresa di trasformare il lettore nel testimone diretto di uno straordinario momento di svolta della storia. Un libro straordinario, appassionante e vero dalla prima all’ultima pagina. Robert A. Caro

     

    Quando David Remnick arrivò a Mosca nel 1988, come corrispondente del «Washington Post», le riforme di Gorbaciov erano già cominciate, ma la più importante di esse non aveva a che fare con nuovi indirizzi economici, con lo snellimento della burocrazia, con la revisione e la riduzione del potere politico rappresentato dal Partito rispetto alla società civile. Riguardava invece, come poté constatare, la verità e il suo ripristino, un’ansia e un sentimento di verità su quello che era stato il brutale passato sovietico, su quello che era il suo desolante e desolato presente. Come un irresistibile eccitante, ogni nuova rivelazione ne stimolava un’altra e presto il processo divenne inarrestabile… Questo spiega perché il ritorno della storia sia il tema di La tomba di Lenin e insieme l’essenza della rivoluzione che rovesciò il sistema sovietico. Durante quegli anni, Remnick girò l’Unione Sovietica in lungo e in largo. Visitò le miniere di carbone; si recò nelle stazioni ferroviarie alla ricerca di ladri mendicanti, viaggiatori; andò nelle lussuose residenze che ospitavano la nomenklatura del Regime e nelle semplici abitazioni dei dissidenti del governo. Come in un grande romanzo russo, tutti volevano raccontare la loro verità e, pur contraddicendosi l’un l’altro, aiutavano a comporre il ritratto di un popolo consapevole che la storia si andava agitando sotto i suoi piedi. Tutto ciò fa di La tomba di Lenin, Premio Pulitzer alla sua uscita, qualcosa che va oltre il giornalismo, un contributo senza pari sul perché della caduta dell’Unione sovietica e insieme la narrazione in presa diretta di un momento straordinario nella storia dello spirito umano. Scritto a distanza di settant’anni da I dieci giorni che sconvolsero il mondo, di John Reed, La tomba di Lenin ne è idealmente il capitolo mancante, tragico epitaffio della fine dell’impero sovietico, ma non, come allora ci si era illusi, della «fine della storia».

    David Remnick (1958) è direttore del «New Yorker» dal 1998. È stato inviato speciale per il «Washington Post», ha scritto per «Vanity Fair», «New Republic», «New York Review of Books». Fra i suoi libri, Il re del mondo la biografia di Muhammad Ali, Obama. Una storia della nuova America e We Are Alive. Ritratto di Bruce Springsteen. Per La tomba di Lenin vinse il Premio Pulitzer nel 1994.

    Collana Isole nella corrente Traduzione Katia Bagnoli Euro34,00 / Pagine 750 Brossura cucita filo refe con bandelle Prima edizione italiana Edizione numerata ISBN 9791281519336 Uscita maggio 2025

    QUESTA EDIZIONE SPECIALE DE LATOMBA DI LENIN É STATA IMPRESSA PER GLI AMICI DELLA SETTECOLORI IN TRECENTO ESEMPLARI CONTRASSEGNATI DA NUMERI ROMANI.

  • Il manifesto ecologista di Jean Giono. Un romanzo inedito in Italia dell’autore di L’uomo che piantava gli alberi.

     

    Chiunque abbia una dote sufficiente di vitalità e sensibilità non può ignorare Il canto del mondo. Leggerlo è stato per me un “regalo cosmico”. Lo ritengo più prezioso, più commovente e più poetico del Cantico dei cantici. Henry Miller, The books of My Life

     

    Antonio vive in un mondo fatto di acque, capanne, foreste. Pescatore di fiume è in piena sintonia con la natura, ne sente le vibrazioni. Un giorno, un boscaiolo suo amico, chiamato il Marinaio perché da giovane lavorò sulle navi, gli chiede aiuto: «Il gemello», l’unico dei suoi due figli ancora vivo, non è più tornato a casa. Avrebbe dovuto tagliare un bosco e far scendere la legna lungo quel fiume di cui Antonio è custode e insieme signore. I due decidono così di risalire il corso d’acqua per capire che cosa sia successo, ma ciò che li attende è una vera e propria odissea omerica. Il territorio in cui si inoltrano è sconosciuto e primitivo, governato dalla legge non scritta del terribile Maudru, il padrone e allevatore di tori che ha potere di vita e di morte sulle persone come sulle cose. In una continua epifania di personaggi (le figure femminili di Clara e Gina porteranno speranza in una storia che non arretra di fronte alla violenza e alla vendetta), passione, amore e dolore andranno a scandire il loro cammino dove epopea ed elegia si mischieranno fino a confondersi. Scritto nel 1934, Il canto del mondo di Jean Giono mette in scena l’altra Provenza cara all’autore di L’uomo che piantava gli alberi: una Provenza aspra, piena di un sentimento panico. Con un linguaggio possente e grumoso, Giono ci racconta una storia avvincente e dai risvolti metaforici, dove la comunione con la natura selvaggia, fiera, non addomesticata, ha un prezzo da pagare in un rapporto comunque fecondo e che sempre si oppone a quella che appare come un’inquietante modernità. Salutato al suo apparire come un manifesto ecologista, Il canto del mondo è, come scrive il suo autore, «un libro che contiene montagne inviolate, con terre, foreste, neve e uomini inviolati. Ci sono tutte queste cose. Sono individui sani, onesti, forti, duri, fedeli. Vivono le loro avventure. Solo loro conoscono le gioie e le tristezze del mondo».

    Jean Giono (1895-1970), italiano da parte di padre, è fra i più grandi scrittori del Novecento francese. Fra i suoi libri tradotti nel nostro Paese, la trilogia de L’ussaro sul tetto (Una pazza felicità e Angelo sono gli altri due titoli), L’uomo che piantava gli alberi, Le anime forti, Il disertore. Di Giono Settecolori ha pubblicato Il disastro di Pavia. Da Il canto del mondo, nel 1965, il regista Marcel Camus ha tratto l’omonimo film con protagonisti Hardy Krüger, Charles Vanel e Catherine Deneuve.

    Collana Di là dal fiume e tra gli alberi Traduzione Leopoldo Carra Euro 26,00 / Pagine 260 Brossura cucita filo refe con bandelle Prima edizione italiana Edizione numerata ISBN 9791281519299 Uscita maggio 2025

    QUESTA EDIZIONE SPECIALE DE IL CANTO DEL MONDO É STATA IMPRESSA PER GLI AMICI DELLA SETTECOLORI IN TRECENTO ESEMPLARI CONTRASSEGNATI DA NUMERI ROMANI.

     
  • Una straordinaria storia della caccia per parole e immagini.

    «Sonar bracchetti, e cacciatori aizzare, lepri levare, ed isgridar le genti, e di guinzagli uscir veltri correnti, per belle piagge volgere e imboccare assai credo che deggia dilettare libero core e van d’intendimenti! Ed io, fra gli amorosi pensamenti, d’uno sono schernito in tale affare, e dicemi esto motto per usanza: “Or ecco leggiadria di gentil core, per una si selvaggia dilettanza lasciar le donne e lor gaia sembianza!”. Allor, temendo non che senta Amore, prendo vergogna, onde mi ven pesanza.» Dante Alighieri

    Nessuno meglio di Dante ha saputo cogliere in pochi versi il piacere dell’andare a caccia, la “selvaggia dilettanza” che rende il “core libero e van d’intendimenti”, l’insieme di natura e cultura che la sottende. Sonar bracchetti... prende il suo titolo proprio dalle rime dantesche, per comporre un’antologia di testi di grandi autori (Karen Blixen, Gianni Brera, Italo Calvino, Andrea Camilleri, Guy de Maupassant, William Faulkner, Ernest Hemingway, Joe R. Lansdale, Elmore Leonard, Jack London, Piero Pieroni, Ardengo Soffici, Mario Rigoni Stern, Lev Nikolàevič Tolstoj, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Robert C. Ruark, Wilbur Smith e Ivan Sergeevič Turgenev) che, fra Ottocento e Novecento, hanno scritto sul tema. Il risultato è una vera e propria “festa mobile” di suoni e colori, movimenti e pensieri, estetica e etica, perché, come ogni vero cacciatore sa, esistono nel cacciare regole e tutele, codici di comportamento e limiti. Sonar bracchetti… è però anche una vera e propria gioia per gli occhi, arricchito com’è dalla riproduzione delle opere d’arte, d’ogni tempo, che ne illustrano le pagine. Sfilano così, davanti ai nostri occhi, a scrivere una parallela storia della caccia per immagini, i dipinti di Francisco Goya, Baldassarre De Caro, Claude Monet, Bernardo Strozzi, Roberto Lemmi, Jean Daret e Nicasius Bernaerts, Harrington Bird, Peter Paul Rubens , Alexandre François Desportes, Pietro Longhi, Christophe Huet, Henri Rousseau, William Tyle Ranney, Vittore Carpaccio, Juan Sanchez Cotan, Peter von Hess, Jan Fyt, Frederic Remington, De Paul Vos, Pieter Bruegel il Vecchio, Bruno Liljefors, Peter Paul Rubens, Eugène Delacroix... Grazie a essi, Sonar bracchetti… è destinato a rimanere nel tempo.

    Felice Assenza ha svolto una lunga carriera nella pubblica amministrazione. Attualmente è Capo del Dipartimento dell’Ispettorato Centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste. Ha svolto per molti anni una intensa attività di negoziatore in campo internazionale nell’ambito di consessi quali il G7, il G20 e a Bruxelles in qualità di Direttore Generale delle politiche internazionali a livello di Consiglio dell’Unione Europea. Cacciatore, pescatore, appassionato del mare e delle buone letture ha scritto articoli e collaborato con diverse riviste specializzate in particolare di carattere economico.

    Felice Modica è giornalista e agricoltore. Vive a Noto e ama leggere, nuotare, cacciare, viaggiare, mangiar bene e bere meglio. Non necessariamente nell’ordine. Ha pubblicato, tra l’altro: “Caccia in Sicilia” (Editoriale Olimpia, Firenze 1988), “Libro delle terre e delle Uve (Progetto Media Milano, 1992), “Attenti al Cane e specialmente al Padrone” (ANLC, Roma, 1998) e, più di recente, nove pamphlet con la Società Europea di Edizioni. Adora cani e gatti e spesso li preferisce ai cristiani.

    Euro 75,00 / Pagine 256 Formato 27.5 x 29 cm Immagini 116 Copertina rigida rivestita in Imtilin Fiandra Fedrigoni, cucitura filo refe. Stampa in quadricromia su carta Gardamart Art 170 gr. Cofanetto personalizzato, rivestito in carta stampata in quadricromia. Tiratura limitata 300 esemplari numeri romani da I a CCC ISBN 9791281519169 Novità dicembre 2024

    QUESTA EDIZIONE SPECIALE DI SONAR BRACCHETTI E CACCIATORI AIZZARE É STATA IMPRESSA IN TRECENTO ESEMPLARI CONTRASSEGNATI DA NUMERI ROMANI.

  • Una straordinaria storia della caccia per parole e immagini.

    «Sonar bracchetti, e cacciatori aizzare, lepri levare, ed isgridar le genti, e di guinzagli uscir veltri correnti, per belle piagge volgere e imboccare assai credo che deggia dilettare libero core e van d’intendimenti! Ed io, fra gli amorosi pensamenti, d’uno sono schernito in tale affare, e dicemi esto motto per usanza: “Or ecco leggiadria di gentil core, per una si selvaggia dilettanza lasciar le donne e lor gaia sembianza!”. Allor, temendo non che senta Amore, prendo vergogna, onde mi ven pesanza.» Dante Alighieri

    Nessuno meglio di Dante ha saputo cogliere in pochi versi il piacere dell’andare a caccia, la “selvaggia dilettanza” che rende il “core libero e van d’intendimenti”, l’insieme di natura e cultura che la sottende. Sonar bracchetti... prende il suo titolo proprio dalle rime dantesche, per comporre un’antologia di testi di grandi autori (Karen Blixen, Gianni Brera, Italo Calvino, Andrea Camilleri, Guy de Maupassant, William Faulkner, Ernest Hemingway, Joe R. Lansdale, Elmore Leonard, Jack London, Piero Pieroni, Ardengo Soffici, Mario Rigoni Stern, Lev Nikolàevič Tolstoj, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Robert C. Ruark, Wilbur Smith e Ivan Sergeevič Turgenev) che, fra Ottocento e Novecento, hanno scritto sul tema. Il risultato è una vera e propria “festa mobile” di suoni e colori, movimenti e pensieri, estetica e etica, perché, come ogni vero cacciatore sa, esistono nel cacciare regole e tutele, codici di comportamento e limiti. Sonar bracchetti… è però anche una vera e propria gioia per gli occhi, arricchito com’è dalla riproduzione delle opere d’arte, d’ogni tempo, che ne illustrano le pagine. Sfilano così, davanti ai nostri occhi, a scrivere una parallela storia della caccia per immagini, i dipinti di Francisco Goya, Baldassarre De Caro, Claude Monet, Bernardo Strozzi, Roberto Lemmi, Jean Daret e Nicasius Bernaerts, Harrington Bird, Peter Paul Rubens , Alexandre François Desportes, Pietro Longhi, Christophe Huet, Henri Rousseau, William Tyle Ranney, Vittore Carpaccio, Juan Sanchez Cotan, Peter von Hess, Jan Fyt, Frederic Remington, De Paul Vos, Pieter Bruegel il Vecchio, Bruno Liljefors, Peter Paul Rubens, Eugène Delacroix... Grazie a essi, Sonar bracchetti… è destinato a rimanere nel tempo.

    Felice Assenza ha svolto una lunga carriera nella pubblica amministrazione. Attualmente è Capo del Dipartimento dell’Ispettorato Centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste. Ha svolto per molti anni una intensa attività di negoziatore in campo internazionale nell’ambito di consessi quali il G7, il G20 e a Bruxelles in qualità di Direttore Generale delle politiche internazionali a livello di Consiglio dell’Unione Europea. Cacciatore, pescatore, appassionato del mare e delle buone letture ha scritto articoli e collaborato con diverse riviste specializzate in particolare di carattere economico.

    Felice Modica è giornalista e agricoltore. Vive a Noto e ama leggere, nuotare, cacciare, viaggiare, mangiar bene e bere meglio. Non necessariamente nell’ordine. Ha pubblicato, tra l’altro: “Caccia in Sicilia” (Editoriale Olimpia, Firenze 1988), “Libro delle terre e delle Uve (Progetto Media Milano, 1992), “Attenti al Cane e specialmente al Padrone” (ANLC, Roma, 1998) e, più di recente, nove pamphlet con la Società Europea di Edizioni. Adora cani e gatti e spesso li preferisce ai cristiani.

    Euro 75,00 / Pagine 256 Formato 27.5 x 29 cm Immagini 116 Copertina rigida rivestita in Imtilin Fiandra, cucitura filo refe. Stampa in quadricromia su carta Gardamart Art 170 gr. Edizione numerata da 1 a 700 ISBN 9791281519169 Novità dicembre 2024

    QUESTA EDIZIONE SPECIALE DI SONAR BRACCHETTI E CACCIATORI AIZZARE É STATA IMPRESSA IN SETTECENTO ESEMPLARI CONTRASSEGNATI DA NUMERI ARABI.

  • Una splendida meditazione sulla follia della storia che riporta alla mente Guerra e pace.

    Siamo nel 1830: il Grande Gioco fra Gran Bretagna e Russia per il potere e l’influenza in Asia centrale è in pieno svolgimento. Nel cavalcare verso Kabul, il giovane e ambizioso Alexander Burnes sventola la bandiera inglese, dopo aver dato un malinconico addio alla fanciulla amata, la nobile e anticonformista Bella Garraway. Da San Pietroburgo, intanto, è in viaggio verso la stessa meta l’egualmente giovane e ambizioso Yan Vitkevich. Entrambi vogliono ingraziarsi l’emiro Dost Mohammed, imperatore degli Afghani, e così facendo renderlo alleato, ovvero in prospettiva suddito, delle loro rispettive nazioni. Il cast di caratteri presente nel romanzo non si ferma però qui: ci sono ufficiali e mogli di ufficiali, avventurieri e agitatori, linguisti e archeologhi, uomini di fede e intrepidi credenti: una babele di lingue, di religioni, di usi e di costumi. Tanto l’Afghanistan si mantiene misterioso, tanto gli sforzi occidentali, perché anche la Russia qui è Occidente rispetto a quell’Oriente, si illudono di poterlo penetrare. Finirà in tragedia, ancor più sanguinosa in quanto fin dall’inizio annunciata e però dai diretti interessati non compresa. Se, come diceva Vladimir Nabokov, il romanziere dev’essere un raccontatore di storie, un insegnante e un incantatore, in L’Impero del gelso Philip Hensher è trionfalmente tutte e tre le cose. Mischiando abilmente realtà e fantasia, fonti storiche e fonti letterarie, Hensher conduce il lettore in un mondo affascinante quanto terribile che ha nella Prima guerra afghana il suo culmine. Amore, morte, passione, cecità, odio, fedeltà e memoria ne scandiscono le pagine e fanno di L’Impero del gelso un capolavoro che sfida il tempo.  

    𝐏𝐡𝐢𝐥𝐢𝐩 𝐇𝐞𝐧𝐬𝐡𝐞𝐫 ha scritto undici romanzi, tra cui 𝑆𝑐𝑒𝑛𝑒𝑠 𝑓𝑟𝑜𝑚 𝐸𝑎𝑟𝑙𝑦 𝐿𝑖𝑓𝑒, vincitore del Ondaatje Prize nel 2012, e 𝐾𝑖𝑡𝑐ℎ𝑒𝑛 𝑉𝑒𝑛𝑜𝑚, con cui ha vinto il Somerset Maugham Award. È professore di scrittura creativa presso l'Università di Bath e vive nel sud di Londra e Ginevra. Scrive per il quotidiano «The Independent» e dirige le pagine letterarie del settimanale «The Spectator».

     

    Collana Di là dal fiume e tra gli alberi Traduzione Fabrizio Bagatti Euro 28,00 / Pagine 550 Formato 14 x 20 cm Brossura filo refe con bandelle Edizione numerata da 1 a 1000 ISBN 9791281519176 Novità gennaio 2025

    QUESTA EDIZIONE SPECIALE DI L'IMPERO DEL GELSO É STATA IMPRESSA PER GLI AMICI DELLA SETTECOLORI IN TRECENTO ESEMPLARI CONTRASSEGNATI DA NUMERI ROMANI.

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